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Il tuo sistema di gestione qualità finalmente on-line con Wikimedia!

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Il tuo sistema di gestione qualità finalmente on line!

Il tuo sistema di gestione qualità finalmente on line!

Facile da aggiornare e da condividere, rispetta l’ambiente!

Un Wiki è un sito web che permette la creazione e la modifica di un numero potenzialmente infinito di pagine web tramite un browser ed utilizzando un editor di testo. I software wiki sono spesso utilizzati per facilitare la collaborazione, per soluzioni intranet per aziende, per la gestione della conoscenza.

Per gestire con più efficacia la documentazione che accompagna il sistema di gestione qualità (come per la ISO 9001) abbiamo realizzato un modulo basato sul software open source Wiki, integrato con la nostra soluzione Xplaza, ideale per realizzare intranet o siti web aziendali con aree riservate.

I sistemi di gestione per la qualità sono soggetti, per loro natura, a continue modifiche, aggiornamenti, con la necessità di tenere traccia delle versioni precedenti e con una corretta profilazione degli utenti in base al ruolo ricoperto all’interno dell’azienda e, in particolare, nella gestione del sistema stesso. La soluzione open source Wiki semplifica le attività di aggiornamento, permette la definizione dei livelli di accesso con i giusti profili, e facilita la diffusione delle informazioni all’interno dell’azienda, rendendo così le procedure di qualità uno strumento per migliorare l’efficacia aziendale.

Anche la Non conformità è on line!

Per completare la  virtualizzazione del sistema di gestione qualità, il modulo di gestione delle NON CONFORMITA’, integrato con la soluzione Xplaza, velocizza le operazioni di apertura di una non conformità e ne semplifica tutto il processo di gestione, a partire dalla definizione dell’emittente, dell’area coinvolta, dell’oggetto, sino all’identificazione delle cause ed alle azioni successive.

Una ricerca avanzata permette un più facile monitoraggio ed è possibile  esportare l’elenco completo delle NC.

Chiedici più informazioni contattandoci al numero 011-9859884 !




Tu chiamale se vuoi… connessioni!

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Tu chiamale se vuoi connessioni!

Tu chiamale se vuoi connessioni!

Facebook, Twitter, la parola chiave è collegarsi, condividere, in queste comunità virtuali in forte crescita.

Con la diffusione crescente dei social network ecco arrivare centinaia di manuali e corsi all’insegna del nuovo marketing che “sfrutta” i social network per “fare business”. Il più grande social network al mondo, Facebook, si è affermato anche nel nostro paese ed è sicuramente uno strumento ormai indispensabile anche in un’ottica aziendale.

Ma le dinamiche dei social network richiedono molto più di una competenza tecnologica, peraltro facilmente superabile vista l’usabilità della piattaforma.

E’ importante comprendere le aspettative, le dinamiche relazionali, le ragioni insomma che stanno alla base della scelta di un numero sempre crescente di persone nel dedicare tempo ad amici, conoscenti o sconosciuti con i quali si condividono passioni, hobby, interessi, utilizzando queste piattaforme che facilitano, appunto, la socializzazione.

Per un’azienda è possibile creare inserzioni pubblicitarie “mirate”, selezionando il target in base a più parametri, ed  è questa al momento l’opzione più diffusa, quindi il social network al pari di portali o motori di ricerca, usato per il web advertising.

Ma si può fare di più, realizzando una nuova forma di comunicazione che, magari nella prima fase, faciliti il confronto e le relazioni tra il personale interno dell’azienda ed i partner più stretti, i collaboratori esterni, i fornitori.  In una fase successiva e con le opportune attività di marketing virale, la pagina potrà essere estesa a clienti, attivi o potenziali.

Creando un gruppo magari “riservato” o una “fan page” che faciliti questa relazione e veicoli informazioni utili per l’azienda, certo, ma soprattutto rilevanti per le persone alle quali è destinata.

Una pagina di questo tipo richiede, a seconda delle dimensioni, della tipologia e degli obiettivi di questa nuova strategia, una risorsa che possa dedicare del tempo non solo per pubblicare le informazioni utili ma anche per poter rispondere prontamente a richieste, commentare eventuali post di altri utenti, diffondere la pagina in gruppi scelti sulla base di interessi e affinità comuni.

Per enti pubblici come i Comuni, anche di piccoli dimensioni, la scelta di attivare un profilo o una fan page su Facebook è sempre più diffusa ed è estremamente importante nell’ottica di aggregare i cittadini, diffondere le iniziative, le novità, i servizi.

Il nostro team può aiutarvi ad analizzare i vostri obiettivi per definire la migliore strategia di approccio ai social network e può affiancarvi nella realizzazione di “fan page”, “gruppi” o profili sui  più diffusi social network.



Blogger: ci fai o ci sei?

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Di solito chi decide di diventare un blogger professionista ha già esperienze pregresse, almeno con un diario di vita digitale, però diventare un Blogger di mestiere in Italia è sicuramente più difficile che in America. Il numero di persone che legge la lingua italiana è sicuramente inferiore del numero di utenti di lingua inglese: primo punto molto critico!

Per arrivare a questa professione, si possono percorrere varie strade, ma una cosa è certa, la preparazione tecnica è indispensabile. Solo avendo queste conoscenze si può crescere, trasformando una bella idea in un sito/applicazione reale e guadagnare investendo nel blog.
Per intraprendere questo viaggio servono di sicuro tanta passione e un po’ di talento innato da comunicatore. È importante saper trasmettere attraverso le parole e in alcuni casi le immagini il proprio messaggio.
La fortuna, in tutto questo non é indispensabile, ma spesso determinante. Ci sono molti giovani di talento che meritano un posto nel cyberspazio ma non tutti ci riescono…purtroppo!

Se non si ha nessuno di queste caratteristiche forse è meglio lasciar perdere e dedicarsi a qualcos’altro perchè questa non è la strada giusta. Però se volete provare comunque a farvi strada, ci sono alcuni fattori che possono aiutarvi a raggiungere lo scopo come ad esempio: utilizzare il giusto titolo in un post, parlare di argomenti accattivanti, usare keywords interessanti e competitive. Tutti questi fattori, accompagnati da un ottima navigabilità e da un costante aggiornamento, porteranno ad un incremento notevole delle visite al vostro sito blog.

La parola d’ordine in ogni caso è coinvolgere! Porre domande alla fine di ogni post, incoraggiare i lettori a commentare e farli partecipi del vostro percorso è fondamentale.

Se quindi siete decisi ad intraprendere questa carriera, cominciate subito e tenete da conto i consigli di Strategie Digitali. Buona fortuna!


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Il giro del mondo in 80 Twitchhiking

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E’ partito dalla Gran Bretagna ed è arrivato in Nuova Zelanda. Il tutto in 30 giorni, senza spendere una sterlina, tutto grazie alle generosità dei suoi amici sul sito di microblogging.

Parte da Newcastle e arriva in Nuova Zelanda passando per Olanda, Francia, Germania, e Stati Uniti. Il tutto senza spendere un euro in trasporti o hotel. La missione di Paul Smith era quella di allontanarsi il più possibile, in 30 giorni, dalla sua casa, servendosi di Twitter.


Sono stati i suoi follower, ad offrirgli, di volta in volta, passaggi in auto, in nave e persino in aereo. E in un caso, lo hanno anche invitato ad un party, a Hollywood, con Eva Mendes e Jessica Alba. In questi giorni, è uscito il libro che racconta questa esperienza di viaggio intorno al mondo: “Twitchhiking“, neologismo che mette insieme Twitter e “hitchhiking”, autostop.


Paul Smith, 34 anni, partorisce l’idea di questa esperienza tra gli scaffali di un supermarket, pochi giorni dopo essere rientrato dalla luna di miele a New York. Siamo agli inizi del 2009. Un po’ per sfida, ma anche perché si è stancato del grigio clima inglese, Paul decide di organizzare un viaggio verso il punto più lontano possibile dalla sua casa, identificato usando Google Maps: l’isola Campbell, al largo della Nuova Zelanda. Per rendere il tutto ancora più stimolante, si prefigge di raccogliere fondi per un’associazione il cui obiettivo è quello di portare acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo.


Prima di partire stabilisce di raccogliere almeno tremila sterline. Le regole del viaggio sono cinque, e sono inviolabili, pena l’autosqualifica. Paul può soltanto accettare donazioni via Twitter, da parte di chi è nella sua lista di follower: se, ad esempio, una parente di un follower gli propone un biglietto, lui è obbligato a rifiutarlo. Vietata ogni pianificazione che vada oltre i tre giorni: le destinazioni vengono scelte sulla base delle offerte ricevute sul sito di microblogging. Paul è autorizzato a spendere soldi soltanto per cibo e bibite e per qualsiasi cosa possa trovare posto nella valigia: il resto deve necessariamente arrivare da Twitter. Di fronte ad un’offerta, il twitchhiker avrà 48 ore di tempo per decidere se accettarla o meno. L’ultima regola, quella forse più temuta: se dovesse rimanere fermo più di 48 ore nello stesso posto, la sfida si dovrà ritenere fallita, e Paul dovrà fare ritorno a casa. Continua a leggere »


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Youtube cresce: da oggi video da 15 minuti

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Vi abbiamo ascoltati, e oggi siamo felici di annunciare che abbiamo spostato il limite di upload a 15 minuti“: con queste parole Joshua Siegel, Product Manager di YouTube, annuncia nel blog ufficiale come le richieste degli utenti siano state accolte e il limite dei 10 minuti (quale lunghezza massima dei video caricati) sia stato abbattuto e sostituito da un limite posto a 15 minuti.


Siegel non poteva non citare, per l’occasione, i famosi “15 minuti di celebrità” a disposizione di chiunque profetizzati da Andy Warhol, e infatti non si è esentato; né d’altra parte la citazione è fuori luogo, considerate le persone diventate famose all’improvviso per aver condiviso pochi minuti della propri vita (o di quella del figlio ancora preda dell’anestesia, per esempio).


YouTube ha potuto apportare questa modifica - che si tradurrà in un’enorme quantità di spazio necessario in più sui server, non appena sarà sfruttata su larga scala - perché l’adozione della tecnologia Content ID sta andando a gonfie vele: i detentori dei diritti stanno riconoscendo le possibilità non solo di visibilità ma anche di guadagno che YouTube offre e stanno accettando di utilizzare gli strumenti per tutelarsi messi a disposizione dalla piattaforma, come i recenti accordi testimoniano.


Portare a 15 minuti la durata dei filmati caricabili significa anche concedere maggiore libertà a chi non si limita a mostrare al mondo gli spezzoni delle proprie vacanze, ma ha in mente di creare cortometraggi o opere artistiche che, pur contenute, hanno bisogno di una durata minima accettabile.

Intanto, per festeggiare la novità, YouTube invita gli utenti, fino al 4 agosto, a caricare video con il tag yt15minutes per comunicare al mondo ciò che vogliono: scaduto il termine saranno scelti alcuni vincitori i cui video verranno mostrati in homepage e guadagneranno così i propri 15 minuti di celebrità.


Fonte: Zeusnews


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Addio caro vecchio web libero

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Nella legge bavaglio che verrà approvata a breve in via definitiva, è contenuto un articolo che riguarda un po’ tutti.


E’ il comma 29 che recita: “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.


Vuol dire che ogni informazione pubblicata su web che sia su siti, blog, forum, Facebook, YouTube, wiki, dovrà sottostare all’obbligo di rettifica previsto per le testate giornalistiche.
In parole povere, se a qualcuno non va bene qualcosa che avete scritto o pensa che una vostra opinione ecceda il diritto di critica, potrà contattarvi ingiungendovi di pubblicare la sua versione dei fatti. Nel momento in cui nella vostra casella di posta arriverà una simile comunicazione, partirà un conto alla rovescia: avrete 48 ore per pubblicare la rettifica. Scaduto questo termine, non avendo rispettato la legge, rischiate una multa fino a 12.000 euro.


Per la maggioranza di governo è indiscutibile che sul web non si può scrivere ciò che si vuole. Per molta parte degli utenti della rete invece, il comma non tiene conto della natura amatoriale di molti siti e blog. Juan Carlos De Martin, professore associato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Torino, parla di “Chilling effect”, definizione utilizzata negli Usa per definire leggi che sopprimono opinioni o condotte attraverso la minaccia di ritorsioni; è di certo vittima del Chilling effect un cittadino che si autocensura per timore di una penalizzazione (nel nostro caso di una multa salata).


Su Internet è in corso una campagna contro il comma 29. L’associazione Valigia Blu ha scritto una lettera aperta a Gianfranco Fini e Giulia Buongiorno: “L’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino: ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione”.


Possiamo prepararci al peggio o provare a cambiare le cose da comuni utilizzatori di internet, che preferiscono la spontaneità dell’informazione disorganizzata alla censura indiscriminata.


Info da: Il fatto Quotidiano


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