Dal 17 al 20 ottobre a Fieramilano si è svolto l’annuale appuntamento dedicato al retail nella formula sempre più diffusa del Franchising. Una buona vetrina per i brand in forte espansione e una buona occasione per portare in uno dei tanti mondi del retail le soluzioni per il Digital Signage.
In collaborazione con Eurosell SPA, distributore audio video professional, abbiamo realizzato in un’area di 100 mq quattro diverse ambientazioni:
–> un negozio di abbigliamento, che ben si presta all’utilizzo del monitor in versione portrait (verticale), per il quale sono stati realizzati contenuti esemplificativi di presentazione dei nuovi modelli e di particolari offerte di prezzo. La creazione, gestione e distribuzione dei contenuti ai tre display è stata gestita dalla nostra piattaforma per il digital signage VIDERO, i contenuti sono stati realizzati dal nostro team, i display al Plasma Panasonic, Full HD, sono stati messi a disposizione da Eurosell.
–> Un negozio di arredo e accessori per bambini. In questo caso abbiamo realizzato una sovrapposizione di monitor, dedicandone uno all’intrattenimento dello spettatore Junior, e due all’informazione dello spettatore adulto, quello che puo’ quindi essere influenzato per l’acquisto.
I display utilizzati in questo corner sono LCD PHILIPS, con la nuova soluzione Easy Advertiser che permette una semplice creazione e gestione del segnale attraverso una chiavetta USB che puo’ leggere diversi formati di file, incluso il semplice e diffuso MS Power Point.
–> Un’agenzia viaggi
Nel turismo la gestione della comunicazione “dinamica” è certamente una leva che può impattare fortemente sulla vendita. I prezzi cambiano velocemente, internet ha decisamente rivoluzionato il modo di diffondere informazioni sui viaggi e vendere i viaggi, inoltre alcuni “eventi” rendono necessario all’improvviso puntare su mete alternative. Per queste ed altre ragioni poter sfruttare un network dinamico è certamente un vantaggio sia per la singola agenzia viaggi che per i gruppi più consolidati. Nella nostra ambientazione abbiamo utilizzato due display LCD NEC FULL HD collegati alla nostra soluzione per il DS Videro.
–> In collaborazione con YoYogurt, ecco una soluzione per il digital signage dedicata alla ristorazione.

Per un’applicazione di questo tipo è naturale pensare di sostituire la tradizionale cartellonistica sopra il bancone, quella che normalmente informa sul menu’ disponibile e sui prezzi, con un sistema dinamico. In questo modo è possibile focalizzare l’attenzione dei clienti sulle offerte più pertinenti in base all’orario o ai giorni della settimana e anche l’aggiornamento dinamico dei prezzi può essere utile per incrementare le vendite nei momenti di apparente calma. Un sistema di questo tipo può inoltre sfruttare un contenuto mixato, una forma di informazione-promozione-intrattenimento, per rendere più piacevole l’eventuale momento di..attesa!
L’evento ci ha permesso di analizzare le possibili applicazioni con potenziali clienti interessati a cambiare il modo di concepire il punto vendita, trasformandolo in un vero e proprio “media”. Molti hanno compreso i vantaggi di queste soluzioni ribadendo l’importanza di una soluzione semplice da utilizzare per poter gestire autonomamente i contenuti.
Ringraziamo tutti i partecipanti, i visitatori, gli espositori, che ci hanno permesso di confrontarci con le loro esigenze per comprendere meglio, in modo da ottimizzare ulteriormente le nostre soluzioni per il digital signage, un settore in forte crescita che richiede un mix di competenze ed una forte sinergia tra cliente e fornitore-partner!






Trovo che questa tecnologia troverà spazio quando il costo di un display sarà equivalente a quello di un manichino, per adesso non vedo grande interesse per questo settore. E’ la classica applicazione che precorre i tempi, e come se qualcuno avesse sviluppato un computer nel medioevo…..pochissimi sarebbero stati interessati al suo acquisto…a parte Lorenzo de Medici.
Mi sembra riduttivo equiparare la comunicazione multimediale ad un manichino, tuttavia le faccio notare che alcuni manichini oggi costano più di un display…! A parte questo dettaglio, poter creare, modificare in tempo reale, una comunicazione multimediale in più location contemporaneamente, anche differenziando il messaggio per ogni singolo display è qualcosa che modifica profondamente il modo di comunicare tradizionale del retail, per questo non è corretto paragonare questa nuova forma di comunicazione…ad un manichino! Le potenzialità del digital signage sono tutte da esplorare, come accade per ogni innovazione, noi crediamo profondamente in questo nuovo retail marketing ma, certamente, benvengano…gli scettici! Esistono molte ricerche che dimostrano l’efficacia, soprattutto perché si comunica con il potenziale cliente proprio nel momento in cui si decide la vendita, ovvero….sul punto vendita!
Trovo che si faccia demagogia inutile a sostegno di una idea, che per carità, è innovativa. Ma trascende dal significato principale con cui viene avviata un’attività commerciale; cioè far soldi. Nel mio negozio ho 4 manichini, acquistati a suo tempo a 120 euro caduno. Mi dica se lei è in grado con la stessa spesa di garantirmi lo stesso risultato espositivo. Diciamocela chiara: il cliente vuole toccare e vedere un capo di abbigliamento, vederlo sul display è un mero succedaneo senza confrontare il costo! Ribadisco la mia convinzione nell’affermare che questa tecnologia è prematura per i nostri tempi e pensarci adesso è come iniziare a correre un chilometro prima per vincere i 100 metri piani.
per aggiornamento sono stato in fiera, mi pare siamo un po’ alle solite; agenzie di comunicazione e venditori di hardware alla canna del gas stanno puntando l’attenzione su una nuova “mucca da latte” e pensano di trovala nella GDO, stavolta con il digital signage. Peccato che la propensione d’acquisto e lo scontrino medio siano in picchiata assoluta…
non nego che l’appeal possa esistere, ma quanto dice antonio nel suo post è sacrosanta verità: una volta saturati i 100 negozi top retail dei 10 brand sensibili alla fuffa per catturare i teenagers, il fiammifero si spegne.
senza acrimonia ma con un po’ di conoscenza del mercato (ahimè)
Antonio, Ernesto, intanto vi ringrazio per i vostri commenti, i vostri dubbi sono legittimi e condivisibili, soprattutto in questi tempi di crisi in cui tutti dobbiamo fare i conti con “la paura” della recessione o con i suoi primi segnali diretti o indiretti. Tuttavia le grandi aziende continuano ad avere grandi budget per la comunicazione ed il digital signage è una delle opportunità per entrare in contatto diretto con il potenziale cliente, proprio nel momento in cui si prendono il 75% delle decisioni di acquisto, ovvero…sul punto vendita.
Si tratta quindi di investire su una nuova forma di comunicazione che puo’ dare migliori risultati, ma non è corretto pensare che sia una nuova mucca da mungere… La nostra azienda da sempre è attenta ad offrire soluzioni per la comunicazione che possano garantire un ritorno sull’investimento, che siano misurabili ma, piu’ di tutto, che abbiano una valenza per il “fruitore”. Anche il digital signage puo’ aiutare un potenziale cliente a trovare cio’ che davvero sta cercando con più facilità e, in altri casi, può essere un utile intrattenimento o una importante fonte informativa… Credo che serva un approccio pragmatico a questa forma innovativa, ci sono anche le esagerazioni e ci sono molti errori, ma considerarla una mera speculazione è riduttivo. Oggi questa soluzione sembra essere più interessante anche grazie ad un drastico calo dei costi dei display, ma attenzione…il display è solo una parte della soluzione! L’Italia è un mercato ancora fermo sul digital signage, si muove con attenzione e prudenza, forse anche con quel giusto scetticismo che credo aiuterà ad effettuare migliori investimenti, ponderando con attenzione gli obiettivi e scegliendo le giuste strategie e tecnologie, spero solo che non venga vissuto come una semplice in-store TV ed usato per advertising, perche’ in tal caso sarebbe davvero…uno spreco!
Se si pensa a questo media come ad un ulteriore servizio al cliente, con contenuti rilevanti, utili, aggiornati, allora puo’ aiutare sia chi vende che chi acquista. Antonio, i 4 manichini sono certamente fondamentali per la vendita di capi d’abbigliamento, tuttavia si tratta di 4 manichini che le permettono di mostrare una minima parte della sua gamma. Un display potrebbe invece mostrare più articoli, aggiornare sui prezzi, trasmettere altre informazioni importanti per chi acquista, con una dinamicità ben diversa da quella di un manichino…! E’ sbagliato pero’ pensare di eliminare i 4 manichini e mettere, al loro posto, 4 display! L’uno e l’altro hanno ruoli diversi ma, insieme, possono comunque aiutare chi vende a proporre meglio i propri prodotti. Come sempre…suggerisco di utilizzare l’innovazione che serve davvero, testando gradualmente l’inserimento con progetti pilota e misurando i risultati, non me la sentirei di proporre l’installazione su 200 punti vendita…senza aver fatto delle fasi di test iniziale! Proprio perche’ ai posteri…l’ardua sentenza!
Mah….se seguiamo i ragionamenti Del Sig. Baresani e del Sig. Mazzarella, dovremmo tornare a fare i conti con il pallottoliere. Il problema che frena ancora un utilizzo massivo delle infrastrutture del Digital Signage non e’ tanto il suo costo che e’ ammortizzabile in un’ottica di medio periodo ( concetto strano in Italia dove regna invece il mordi e fuggi e l’acquisto del SUV), ma la sapienza di come utilizzarli per incrementare veramente le vendite e anche nel rendere al consumatore un servizio migliore.
e….per carita’, non paragonate uno schermo LCD ad un manichino !! A questo punto avete ragione voi : e’ come vendere un PC nel medioevo.
In una fase precoce di evoluzione di una nuova tecnologia tutte le previsioni hanno eguale probabilita’ di realizzarsi. Se poi consideriamo il momento storico in cui ci troviamo e le enormi cantonate prese da “super gurus” negli ultimi anni, la prudenza nel prevedere il futuro e’, a mio parere, un segno di saggezza. Il Digital Signage non indirizza un bisogno inderogabile, una necessita’ consolidata e quindi rientra certamente nell’area del superfluo e del “rininciabile”. Ma…. ci sono anche i fatti e le aziende che lavorano in questo settore, e sui fatti bisogna riflettere. Ecco un fatto: ho incontrato poche settimane fa un mio vecchio amico che ha costituito una piccola societa’ che produce e vende software per DS. La societa’ e’ attiva da parecchi anni e ha avuto un avvio lento ma….. nel 2008 ha venduto 4000 licenze, ovvero 4000 dispositivi per Digital Signage (tipicamente displays o gruppi di displays) sono stati installati e messi in funzione. Qualcuno ha pagato per queste installazioni e lo ha fatto perche’ le ritiene utili per perseguire i propri obiettivi. Inutile dire che la societa’ del mio amico non e’ l’unica ad operare sul globo terracqueo…..
Negli ultimi 15 anni ho visto molte previsioni fallire, sia quelle ottimistiche che quelle pessimistiche e la ragione principale (io lavoro nel settore video) sta nel fatto che dopo mezzo secolo (incredibile, se ci pensate!) di dominio incontrastato di una tecnologia (il “cinescopio” o “tubo a raggi catodici”) il settore e’ stato rivoluzionato dall’avvento (finalmente!) di altre tecnologie “producibili” (plasma, LCD, OLED, e via dicendo). E la rivoluzione e’ appena all’inizio…..
Lavoro come imprenditore informatico e di recente le agenzie pubblicitarie hanno iniziato a chiederci di sviluppare soluzioni di Digital signage , questo per dire che non sono gli informatici o i venditori di tv ad offrire la soluzione , ma sono gli uffici marketing delle catene di retail a RICHIEDERLE , mi dispiace per i piccoli punti vendita che tra poco si troveranno COSTRETTI a ragionare in merito all’ acquisizione hardware e contenuti di Digital Signage … è un nuovo inizio ! Olè !