Parigi insorge contro il pannello che…spia!
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Parigi sembra opporsi alla tendenza ormai in ascesa di utilizzare telecamere e appositi software per monitorare l’attenzione dedicata a certi messaggi, siano essi statici o dinamici, posti in luoghi pubblici o privati. Da un articolo su Repubblica emerge infatti una certa preoccupazione per questi pannelli, al momento 4 nella stazione Etoile, che dovrebbero diventare 400 entro giugno e 800 in autunno.
L’oggetto del dibattito non è tanto il pannello, quanto le telecamere collegate ad un software che, pur senza memorizzare alcuna immagine, sono in grado di misurare l’audience, ovvero “contare” i passanti, memorizzare il tempo di attenzione dedicato al pannello, distinguendo tra uomini e donne con un’affidabilità intorno al 90%.
Giustamente il cittadino è perplesso, a maggior ragione se vede una videocamere quasi “nascosta”, perché non gli è dato di sapere per quale utilizzo sia stata collocata proprio lì! Forse se dichiarassero che non vengono memorizzate le immagini ma viene effettuato un semplice conteggio, dunque il dato archiviato è un numero e non lo sguardo più o meno attento dello sventurato, le acque potrebbero calmarsi.
Di certo anche per il nostro Garante della Privacy presto il problema si dovrà analizzare, per tracciare delle linee guida inizialmente “consigliate” e poi, speriamo, trasformate in leggi a tutela della Privacy.
Credo, in ogni caso, che una pubblica utilità in un sistema del genere potrebbe esserci, in particolare se applicata alle bacheche di un certo tipo, cartacee o elettroniche. Se potessero misurare, ad esempio, l’attenzione che dedichiamo ai led posti in autostrada con messaggi tipo “GUIDATE CON PRUDENZA”, una volta capito che hanno solo uno 0,002% di attenzione forse proverebbero a darci informazione del tipo “Attenzione, rallentamenti tra 2 Km per cantiere”….. no?
Ai poster….i l’ardua sentenza!



