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Il piano triennale del Piemonte cambierà le sorti del comparto IT in crisi?

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Grafico crisi

Grafico crisi

In un anno funesto, nel quale l’IT segna un bilancio negativo con la perdita nell’ultimo semestre di 29.000 addetti (rapporto Assinform - marzo 2009), sembra una ventata di ottimismo questo piano triennale presentato dalla Regione Piemonte, 200 milioni di euro, di cui 64 già disponibili nel 2009, per assicurare a tutti i soggetti pubblici e privati la possibilità di innovarsi usufruendo di tecnologie e servizi all’avanguardia.

 

Prima di analizzare questa notizia apparentemente entusiasmante, torniamo però allo scenario inquietante (ma direi realistico) presentato di recente da Assinform. Oltre ai dati consuntivi del primo semestre, è prevista un’ulteriore perdita nell’ordine di -11,5%, con un totale di 47.000 addetti in meno a fine 2008. Anche la PA contribuisce al decremento, con un -0,5% nel 2008, facendo stagnare la spesa intorno ad un volume ormai stabile sotto la soglia dei 3.000 milioni di euro. Quello che va sottolineato, pero’, imho, è che più della metà di questo importo va ad alimentare il mercato “in house”, tanto che si è arrivati al punto che il 73% delle Regioni, che costituiscono il maggiore centro di spesa informatica della PAL, si avvale di proprie società, destinando loro ben il 62% delle risorse. Un po’ come dire che su 3000 milioni di euro 1860 milioni girano nelle società “miste”!

Ora, il piano annunciato dalla Regione Piemonte rientra in queste logiche, situazioni che continuano a perpetuarsi nonostante orientamenti contrari della magistratura amministrativa e delle Authority della concorrenza e dei contratti pubblici, e di alcuni provvedimenti di legge della scorsa legislatura….
Stiamo quindi parlando di una situazione che in qualche modo sta penalizzando la stessa capacità d’innovare del Paese perché è stato “annullato” quel ruolo così trainante che la domanda pubblica ricopre in tutti quei paesi più avanti proprio nell’innovazione.

A riprova di quanto detto sopra, sarebbe simpatico far notare all’assessore regionale all’Innovazione e Ricerca, Andrea Bairati, che proprio nell’ultima riga dell’articolo dedicato a questa notizia sul sito della Regione Piemonte, possiamo leggere le fatidiche parole:

“Il Piano verrà realizzato con la collaborazione del CSI-Piemonte e dei consorzi CSP- Innovazione nelle ICT e TOP-IX.”

Quali ricadute sul territorio? Come verranno coinvolte le aziende “private”? E le linee finanziarie per l’innovazione tecnologica destinate alle aziende, verranno gestite secondo le scadenze previste? Forse sarebbe il caso di ottenere qualche risposta!

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