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Si accende il dibattito per Wordpress

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Il creatore di Wordpress, sostiene fermamente che chiunque realizzi componenti aggiuntivi per Wordpress debba rilasciarli con licenza GPL. Mentre Chris Paerson, sviluppatore di temi a pagamento, non è dello stesso avviso ovviamente!

I due, sono arrivati a scontrarsi verbalmente, minacciando addirittura di ricorrere a vie legali. Il motivo della contesa è molto semplice: da sempre Wordpress è stato rilasciato sotto licenza GPL, e secondo le idee del suo ideatore ogni prodotto realizzato per tale piattaforma, dai temi ai plugin, deve essere rilasciato con la stessa licenza.
Mullenweg ha puntato il dito contro chiunque non sviluppi codice per Wordpress rilasciandolo con licenza GPL, definendoli come un male per l’intera piattaforma. Lo sviluppatore di temi non vede come la licenza GPL di Wordpress debba obbligatoriamente riflettersi anche sui componenti aggiuntivi realizzati da terzi, soprattutto se questi non sono liberamente scaricabili ma richiedono di essere acquistati.

In effetti però una delle clausole contenute all’interno della licenza GPL obbliga chiunque sviluppi componenti da utilizzare poi su una piattaforma GPL ad utilizzare la medesima licenza. La discussione su Twitter tra i due è andata avanti a lungo, per poi trasferirsi su Mixergy, immediata anche la reazione delle comunità blog.
In caso di effettivo ricorso alle vie legali, la vittoria di Mullenweg rappresenterebbe una vittoria per tutto il movimento Open Source e per la stessa licenza GPL, che finalmente avrebbe anche un appoggio a livello legale.


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Obama e Google insieme per il volontariato

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Non conosce sosta l’attività dell’amministrazione Obama online. Dopo aver rivisto completamente il sito web della Casa Bianca, clonizzato i principali social network e lanciato un intero portale dedicato alla trasparenza delle agenzie governative, lo staff del presidente degli Stati Uniti ha da poco rilasciato online Serve.gov, un nuovo sito web dedicato al volontariato. La nuova iniziativa mira a rendere più semplice l’organizzazione e la gestione dei numerosi progetti di volontariato presenti sul territorio nazionale statunitense, sfruttando anche la collaborazione di Google e del suo nuovo servizio All for Good.

Un gruppo di volontari di Google, Craigslits Foundation, YouTube, FanFeedr e UCLA ha infatti lavorato alacremente nel corso delle ultime settimane per realizzare una sorta dibacheca digitale nella quale raccogliere tutte le informazioni sulle attività di volontariato negli Stati Uniti. L’ambizioso progetto, battezzato con l’esplicativo nome All for Good, ha portato alla nascita di un particolare motore di ricerca in grado di restituire a ogni cittadino statunitense le informazioni sulle attività di volontariato che si tengono nella sua area residenziale. L’interfaccia molto semplice e intuitiva consente di effettuare ricerche geografiche, consultare e condividere le informazioni sulle attività dei volontari e segnalare quelle ritenute maggiormente meritevoli.

«Unendo insieme le incredibili opportunità per il volontariato create dalle principali associazioni di volontari, speriamo di amplificare il loro impegno e far condividere i modi per fare del bene attraverso il Web. Realizzata come un progetto gratuito e open-source, la piattaforma All for Good e le API per la ricerca consentono alla comunità nella sua interezza - dagli sviluppatori del software agli organizzatori e agli attivisti su scala locale - di contribuire apportando ulteriori innovazioni al sito e determinando così la crescita della stessa piattaforma» ha dichiarato Paul Rademacher, sviluppatore per Google e tra i principali artefici del nuovo progetto benefico.


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