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Creativi anche in cucina!

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Noi di Strategie Digitali (SD per gli amici) non ci fermiamo mai… nemmeno di fronte alle sfide più dure, come quelle che ci vedono tra i fornelli! Tre digitaliste seguono un corso di cucina, con un’insegnante davvero “ganza”: Sandra Salerno (www.untoccodizenzero.it) e fanno del loro meglio per imparare e scoprire cibi, sapori e odori!


In cucina stiamo imparando a riconoscere e scegliere sempre il meglio, e diamo grande attenzione alla qualità dei prodotti. Beh nel nostro lavoro lo facciamo già, ma ci viene naturale!


La stessa cura che abbiamo con i nostri clienti la usiamo per preparare il menu, la stessa creatività per comporre piatti fantasiosi e la stessa passione per dare sempre il meglio!


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I footer diventano protagonisti: grandi, informativi e molto creativi

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La parte finale della pagina web nei siti, quella che troviamo al fondo, si chiama footer. Tendenzialmente questo spazio, generalmente una striscia, è utilizzato esclusivamente per copyright, indirizzi e alcuni link.

Le ultime tendenze nell’ambito web design vedono un footer presente, “interattivo”, e che lasci il segno!
Gli utenti più esperti, cercano diverse informazioni nel footer, ad esempio il copyright, i credits, il disclaimers o per i dettagli dei contatti, sicuramente pensano di trovare valide risorse nel footer.


C’è però da considerare anche l’utente occasionale, che magari attraverso varie ricerche su google capita proprio nel tuo sito. Questa tipologia di fruitore è solitamente distratto, e in genere scrolla le pagine senza soffermarsi a leggere qualcosa di specifico.
Bene. Un footer creativo e ricco di informazioni è la soluzione per colpire l’intero bacino di utenza.

È necessario fornire informazioni aggiuntive sul progetto, link per approfondire la conoscenza del sito web e dettagli sui contatti, in modo semplice e diretto. Tutto questo corredato da una grafica accattivante, dove il footer è evidenziato ma anche integrato e coordinato al resto della grafica.. Resta da soppesare quale tipologia di contenuti è possibile riportare nel footer al di là delle solite informazioni, qui di seguito qualche esempio: mappa del sito con pagine importanti, breve presentazione, contact form, lista amici e partner, notizie e post recenti, link ai Social Network.


Per fare un ottimo lavoro serve esperienza, creatività e una buona dose di fantasia! Se vi serve una consulenza o anche solo un consiglio, contattateci, saremmo lieti di aiutarvi a trovare il vostro stile su web.


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Vi sentite spiati? Forse non sono solo manie!

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Ci ritroviamo spesso a parlare di privacy in un mondo costellato di marchingegni che possono lederla. Si pensi a telecamere, intercettazioni, satelliti, cookie, spyware e phishing.

Ma parliamo anche di social network, sui quali chiunque può, con qualche banale stratagemma, recuperare informazioni sulla persona interessata.

Dati alla mano, possiamo affermare che la situazione ha notevoli dimensioni. In Inghilterra, ci sono circa 4.200.000 telecamere quindi una ogni 14 abitanti, questo significa che un londinese medio viene ripreso circa 300 volte al giorno!


Neppure le informazioni statistiche relative ai furti di identità sono confortanti, 8 milioni ogni anno negli USA di cui 4 milioni sono stati usati per aprire nuove linee di credito o richiedere carte di credito. Il costo medio di questo genere di frode è stimato sui 5720 dollari a persona e le probabilità di trovare i colpevoli sono davvero poche… una su 700!

Un caso eclatante del gennaio 2009, ha portato alla sparizione di 100 milioni di carte di credito, prelevate direttamente dai server della Heartland Payment, un’azienda che processa oltre 1 miliardo di transazioni l’anno di circa 175 mila attività commerciali.


Ma veniamo al nostro bel paese, le linee telefoniche controllate in Italia sono circa 150.000 e 1 utenza può arrivare a interessare fino a 100 persone, quindi gli italiani coinvolti sono più di 15 milioni! A conti fatti un italiano su 4 è coinvolto in intercettazioni telefoniche!

La classifica delle città più intercettate vedono in testa Roma, seguita da Milano, Bologna, Napoli e Palermo. Come non trovare un ragionevole senso in questa così ovvia classifica!

Ma attenzione perché l’anternativa esiste, il criptofonino! Un ritrovato di tecnologia che permette di comunicare liberamente, come? Questo speciale telefono codifica in dati con un algoritmo di cifratura AES256, il sistema usato dal governo degli USA per proteggere documenti Top Secret!

Il costo di questi telefoni non intercettabili parte da 1200 e arriva a 4000 euro.


“Chi dice il segreto degli altri è un traditore; chi dice il proprio è uno sciocco.” François Voltaire


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12 risorse per scoprire i Trend Topic di Twitter

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In tanti ci stanno chiedendo informazioni su Twitter, questo nuovo servizio che sta prendendo piede in Italia e che si affianca al ben più noto Facebook.

Twitter è un servizio che consente di lasciare un messaggio non più lungo di 140 caratteri tramite web, messenger o sms letto dalle persone che hanno scelto di seguire i tuoi aggiornamenti.
Il servizio è diventato estremamente popolare, grazie alla semplicità ed immediatezza di utilizzo.

Esistono diversi esempi in cui Twitter è stato usato dagli utenti per diffondere notizie, come strumento di giornalismo partecipativo.


L’insieme degli status message pubblicati su Twitter dagli utenti costituisce un’enorme mole di materiale, che può essere utilizzata anche dalle aziende: ad esempio Dell ha aperto un canale di comunicazione con i propri clienti su Twitter e molti servizi offrono il monitoraggio della reputazione dei brand su Twitter.
Ecco, una lista di ottimi tool per scoprire e Trend Topic di Twitter:

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Prendeteci sul serio!

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A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”
B: “Mi occupo di Social Media Marketing.”
A: “E da grande cosa vuoi fare?”
B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di Web Marketing, più in generale.”
A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare davvero nella vita?!”



Questa è una conversazione trovata su un blog, che rispecchia il problema principale di tutti coloro che si occupano di social media marketing.
La diffidenza e l’ignoranza attorno all’argomento è dilagante. Le aziende non capiscono o ingorano il potenziale, semplicemente perchè non ha seguito l’evoluzione del marketing e perchè non hanno ne tempo ne voglia di informarsi.
Il mondo tecnologico evolve a passi da gigante: negli USA sono avanti parecchio rispetto a noi, infatti Facebook e Twitter sono ormai gli standard, mentre la geolocalizzazione applicata al mobile diventa la nuova specialità.

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Il Social Media ROI* esiste: metriche e case history per non perdere la bussola

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Spesso alla domanda “Qual è il ROI del Social Media Marketing?” viene da rispondere che non c’è, o almeno non è calcolabile. Nonostante la parola, fare MARKETING sui social media riguarda più le PR online e il Brand Management che la pubblicità. Anzi, le aziende che iniziano a fare Social Media Marketing con un approccio “banner-like” che pensano basti “farsi vedere” e piazzare bandierine sui social network per vendere di più, iniziano col piede sbagliato e spesso falliscono il loro scopo.

L’obiettivo primario che si pone il Social Media Marketing non è direttamente vendere di più, ma guadagnare brand-reputation e brand-engagement, in seguito a un rapporto di scambio continuo e proficuo con i propri clienti sui Social Media (fatto di ascolto, relazione e azione). Sentirsi parte di una comunità e vivere esperienze di acquisto positive trasforma infatti i propri clienti nei migliori ambasciatori della marca: VENDERE diventa una CONSEGUENZA dell’acquisizione di reputazione e fedeltà, frutto del passaparola (o buzz) che in rete trova spazi e potenzialità molto più ampi di quelli offline. Nulla a che vedere insomma con la pubblicità.


Guadagnare reputazione e la fedeltà dei clienti, creare affinità verso il brand o l’azienda, richiedono però non solo soldi ma soprattutto tempo, visto che occorre costruire un rapporto. Per questo gli obiettivi e i risultati del Social Media Marketing sono verificabili a medio-lungo termine (non a breve come una campagna di advertising) e hanno a che fare più con la qualità che con la quantità. Tutto ciò ovviamente rende difficile un calcolo del ROI, che utilizza metriche tipiche della pubblicità e della vendita e che necessita di un nesso causale diretto: quanto ho incrementato le mie vendite a fronte di un investimento in pubblicità e comunicazione? La risposta è in questo video in cui vengono presentate alcune case histories non da poco!



*ROI – Return on investment, tradotto come indice di redditività del capitale investito o ritorno degli investimenti


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