Postato da Simonetta alle 29-09-2008 Argomenti trattati: Digital Signage
E’ con grande tristezza che vi annuncio l’ennesimo avvistamento di un macabro, oscuro, insignificante display solo apparentemente utilizzato per il digital signage, ancora una volta all’interno di un autogrill!

Questo scatto, per il quale ringrazio il mio iPhone (ne parleremo più avanti, sono in fase di sperimentazione, apprendimento, test, download sfrenato, etc.), è stato rubato paradossalmente sulla via del ritorno da un incontro del tavolo del POPAI DIGITAL...devo interpretarlo come un oscuro presagio o è l’ennesima casualità? La mia collezione di schermi abbandonati è in crescita, certo questa è una nuova applicazione, ma dobbiamo chiamarla DS 2.0 perché qualche azienda cominci a capirne le potenzialità?
E dire che una volta, in autostrada, si abbandonavano i cari ma scomodi animali domestici, forse è il caso di attivare una campagna: adotta uno schermo nero!
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Postato da Simonetta alle 29-09-2008 Argomenti trattati: Digital Signage
Nel 2005 la voce digital signage non risultava nei grandi budget di comunicazione e advertising (grandi budget, quindi grandi aziende), ma in uno dei convegni organizzati al Digital Signage Expo di Essen 2008 questa slide mi colpì così tanto che decisi di fotografarla e, magari, riguardarla tra qualche anno per verificare queste previsioni.

Pare che, almeno in Germania, gli investimenti in Digital Signage stiano raggiungendo la quota un miliardo di Euro. Non male, considerando poi che si prevede una crescita annua del 25%, inizia a diventare interessante!
Possiamo davvero credere che nei prossimi 10 anni il digital signage diventerà il primo canale per comunicazione e marketing, superando gli investimenti di media tradizionali, affissione, stampa e…l’imbattibile TV?
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Postato da Simonetta alle 27-06-2008 Argomenti trattati: Digital Signage
Vorrei condividere con voi una recente “customer experience” negativa, in un negozio inserito all’interno di un noto outlet (non diro’ quale outlet e quale negozio per ovvie ragioni) che tratta abbigliamento casual uomo/donna/ragazzo.
Un target misto, dunque, un’area di circa 200 mq, merce ben esposta, in vetrina un digital signage da dimenticare (con testi a corpo 10…..illeggibil, su monitor 37″), un discreto afflusso di persone all’interno ed un solo unico problema: i prezzi non erano esposti nei cartellini del prodotto, ma 3 punti di “lettura del bar code” permettevano ai potenziali clienti di prendere l’articolo e leggere il prezzo.
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Postato da Simonetta alle 18-06-2008 Argomenti trattati: Digital Signage
Spieghiamo anzitutto cos’è POPAI DIGITAL: si tratta di una costola di POPAI, nata nel maggio 2007, che si occupa proprio dei temi legati alle tecnologie digitali ed alla loro applicazione in ambito retail. Il convegno ha avuto un grande successo di pubblico, in termini quantitativi e come partecipazione attiva! Sul sito del POPAI troviamo una bella descrizione del convegno redatta da Roberto Ciacci , autore del weblog La Tv liquida, dedicato alle tv digitali (complimenti, completo e divertente!), suddivisa in due parti (la prima e la seconda).
Come socio sostenitore del Popai Digital ho assistito all’evento, apprezzando in particolare alcuni interventi. Nella prima parte della mattinata Joel Hopwood, responsabile di Tesco Screens in Dunhumby, sussidiaria di Tesco UK, ha raccontato l’esperienza della in-store TV Tesco dall’esordio sino al rilancio dello scorso anno ed il suo leit motiv è stato “In-Store TV is not television!”.
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