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Digital Signage? Si, ma non troppo cool, parola di Paco Underhill!

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Emotional Digital Signage! ISE 2009

Questa foto mostra un esempio di applicazione “cool” del Digital Signage, l’ho scattata all’ISE, sono stati utilizzati 4 Plasma Panasonic 103″ in formato portrait, in verticale, ciascuno dei quali mostrava la ripresa di uno dei componenti di un gruppo musicale, il tutto con il sottofondo della musica prodotta dal gruppo.

L’effetto era certamente notevole ma, secondo il guru Paco Underhill, che della “shopping Experience” ha fatto una scienza vera e propria, attenti ad essere troppo COOL, potrebbe non funzionare! Su un articolo pubblicato su Digital Signage Today, vediamo alcune delle sue raccomandazioni, con le quali concordiamo al 100%!  Il nostro linguaggio “visivo” si sta evolvendo molto più velocemente rispetto al parlato. No question, ovvero…non c’è dubbio, provate a dare un’occhiata ai video caricati su youtube dagli adolescenti e poi, se siete coraggiosi, provate ad ascoltare i loro discorsi magari ad una fermata dell’autobus! Quale dei due linguaggi per loro è più evoluto? E’ importante però rendersi conto che se da una parte la nostra abilità di processare immagini non è mai stata così avanzata, dall’altra siamo davvero “bombardati” da comunicazioni visuali, ergo…siamo molto ma molto stanchi!

Molto Digital Signage, continua il mitico Paco, sembra più una tecnologia in cerca di un’applicazione…ed è qui che Paco rileva il fattore “cool-uncool” (suona malissimo in italiano, eh?)! Sembra che siamo più attratti dalla tecnologia, messa in bella mostra, e meno attenti alla scelta ed alla creazione del contenuto! Vero! 

Oggi la risorsa che più scarseggia è il tempo, ancora più del denaro, Paco dixit. Quelli che disegnano in-store media hanno una certa incapacità di valutare che nella nostra testa c’è sempre un orologio che scandisce i limiti del nostro tempo. Perché, quindi, ostinarsi a fare passare nel Digital Signage, spot da 30 secondi? E, soprattutto, per chi?

Infine, pare che tutti cerchino l’applicazione “universale”, insomma il contenuto da uno a molti in modalità broadcast…peccato però che che dovremmo cercare di essere più attenti agli interessi “locali”. Il contenuto rilevante in una certa zona potrebbe essere assolutamente inutile in un’altra area.

Vediamo, in sintesi, le osservazioni di Paco Underhill sui problemi del Digital Signage:
- troppa tecnologia…si guasta facilmente!
- Il cliente si annoia facilmente
- Attenzione al posizionamento dei display!
- Il budget viene quasi sempre focalizzato sull’hardware, e poco sul software!
- Non ci sono sufficienti customizzazioni per il mercato “locale”
- Il segnale audio…può indurre il personale a gesti estremi (cosa fareste voi se lo stesso loop di 8 minuti si ripetesse per 10 ore al giorno?)


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