Facebook ti segue ovunque, non c’è persona o articolo o blog che non ne parli, bene o male che sia.
Chi non si è lasciato contagiare dal virus? Facebook, come Internet nel suo insieme, non è altro che uno specchio della realtà, della società in cui viviamo ogni giorno e nella quale convivono migliaia di personalità e di opinioni.
Ci puoi trovare davvero di tutto e mentre condividi coi tuoi amici ciò che stai facendo puoi scegliere quale film vedere al cinema o per chi votare alle elezioni.
Lo si può usare solo per giocare ma se ne può anche sfruttare l’immenso potenziale virale che, attraverso le catene di persone, può arrivare a mobilitare l’opinione pubblica.
Si pensi ad Obama, a come abbia vinto le elezioni anche grazie ai social network, riuscendo a reclutare migliaia di volontari in tutti gli Stati Americani e a conquistare voti, ma penso anche al recente dibattito sulla qualità della vita nel territorio, che dalla piazza virtuale si è trasformato in confronto reale.
Leggi il resto »
Parliamo del marketing virale?
Postato da
Nella vita ‘reale’ non esiste un’accezione positiva del termine “virus”. Tutto ciò che è virale è cattivo, pericoloso e soprattutto infettivo. Anche nella vita ‘virtuale’ i virus non hanno una buona nomea (ricordiamo che “virus”, in lingua latina, significa “veleno”).
Esiste però un’accezione di questo termine che ha un significato affatto positivo, per lo meno nella sua declinazione di aggettivo e se sposato a una parola che tanto piace e a volte spaventa gli attori del Web: marketing.
Parlare di marketing ‘virale’ significa parlare di una strategia di comunicazione e di pubblicità che, se funziona, è a basso costo e ha affetti positivi difficilmente calcolabili.
Ma che cos’è effettivamente il marketing virale?
Potremmo dire che il marketing virale è un marketing fatto con pochi soldi che dà grandi risultati.
Forse, un’immagine è ancora più significativa di molte parole:
1
11
1111
11111111
1111111111111111
11111111111111111111111111111111
1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111
Tag : marketing efficace, marketing virale, social network, viral marketing
I social network e i social media stanno convergendo sempre più in fretta, il 2010 è decretato come l’anno della crescita del social media. Chi investirà in affari correlati ai network sociali raggiungerà un numero incredibile di persone. Potranno attrarre le persone giuste, dar vita a conversazioni e raggiungere profili incredibili. Chi avrà successo?
La rete è il canale chiave per raggiungere ogni fascia d’età. Le imprese devono focalizzarsi sui metodi di comunicazione dei loro clienti: questi includono video, applicazioni e messaggistica.
Ci sono alcune sorprese e peculiarità che riguardano l’Italia e i Social Network Italiani come leader. Uno dei trend predittivi del 2010 segnalato da diverse fonti verteva sul sorpasso del termine Social Network rispetto al termine Web 2.0 fino a diventare quasi sinonimo di Internet. In Italia il sorpasso c’è già stato. La Keyphrase Social Network è più cercata rispetto alla Keyword Web 2.0 Leggi il resto »
Tag : boom social network, nuove strategie marketing, nuovo marketing web, social network, Web 2.0
Cambiare abitudini, modi di fare e pratiche consolidate non è certo una cosa semplice per nessuno di noi. Se poi riguardano il lavoro è ancora più difficile perché espongono a errori che sono poi difficili da giustificare o da correggere. È per questo che le aziende spesso perdono occasioni o vanno incontro a un destino gramo (vedasi l’industria della musica o quella delle agenzie di pubblicità) anche se l’inevitabile era davanti agli occhi di tutti, meglio continuare a fare le cose che si sanno fare piuttosto che rischiare cercando di cambiare.
I Social Network sono un terreno inesplorato e difficile da maneggiare e quindi sebbene siano la prossima frontiera del marketing e della comunicazione (per non dire della relazione con clienti e potenziali clienti) perché sono la forma di aggregazione delle persone online (e non dimentichiamoci che in futuro passeremo sempre più tempo online, connessi, collegati alla rete piuttosto che scollegati) le aziende nicchiano, hanno paura, non osano, spiluccano.
Leggi il resto »
Tag : avere paura di facebook, azienda su facebook, paura di facebook, paura social network, social network
Si sente spesso parlare di User Generated Content (UGC), alcuni sostengono che la creazione di contenuti dagli utenti è fuori controllo, ma non è così. L’idea degli utenti che generano contenuti non è nuova. Si può fare un paragone con le rubriche sugli editoriali.
Sicuramente è aumentata da quando la rete è nata. I blog hanno oramai conquistato il cyberspazio. Quando si effettua una ricerca online, spesso si finisce su qualche blog o forum il cui contenuto è stato creato da un utente esterno.
Ora che c’è Twitter per il microblogging possiamo ottenere informazioni senza neanche battere ciglio, con aggiornamenti direttamente sui nostri telefoni cellulari.
Quando si tratta di contenuti generati dagli utenti sul Digital Signage, quale mezzo funziona meglio? YouTube? MySpace? Twitter? Mobile marketing?
Tag : comunicazione globale, creazione contenuti, crossover media, Digital Signage, Facebook, interazione display, social network, twitter, UGC, user generated content, utenti coinvolti, YouTube
What are you waiting for?
Postato da
Ormai è chiaro, l’evoluzione tecnologica è inversamente proporzionale alla capacità di cambiamento delle aziende, ma non a quella dell’individuo. Mi spiego meglio. Ogni innovazione comporta un cambiamento il quale richiede, con sforzi più o meno grandi, una fase di analisi, apprendimento e adattamento. I primi telefoni “digitali” hanno introdotto due tasti mai visti prima, cancelletto (#) e asterisco (*), simboli che ancora oggi qualcuno non associa a particolari funzioni perché nel primo telefono a ghiera si infilava il dito nel buco corrispondente al numero selezionato e si lasciava girare la ghiera… Semplice, no?
Se gli individui sono restii al cambiamento, soprattutto superata una certa età, figuriamoci come questo possa impattare sulle organizzazioni, ad esempio le aziende, e quanti ostacoli possa trovare sul suo cammino un’innovazione per entrare nei “processi” di un’azienda!
Mentre web 2.0, tag, social network, unfriend, googolare, sono parole sulla bocca di tutti, spesso nelle aziende si lavora con montagne di carta, un utilizzo del 5% delle potenzialità delle infrastrutture di rete e delle tecnologie IT disponibili, ed una tendenza a guardare con la massima diffidenza a qualsiasi innovazione, anche a quelle che fanno già parte della nostra sfera “privata”. WHAT ARE YOU WAITING FOR è la nostra provocazione per queste aziende che rallentano, ostacolano e si oppongono al cambiamento anche quando questo andrebbe a tutto vantaggio dei loro clienti… BUONA VISIONE!



